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ASSISI – Si è tenuto DOMENICA 26 APRILE alla presenza del vescovo diocesano monsignor Domenico Sorrentino, con la partecipazione di oltre cinquanta utenti collegati in diretta streaming, tramite una piattaforma di videochiamate, l’incontro degli animatori delle Comunità Maria Famiglie del Vangelo.

Dopo un momento di preghiera iniziale è seguita la riflessione del vescovo il quale ha affermato che il periodo di emergenza da coronavirus che stiamo vivendo ci sta costringendo a recuperare le case anche sul piano civile, familiare e sociale. “Noi – ha detto – dobbiamo fare il passo in più di recuperare la casa interiore, la casa di Gesù, della Trinità. Le Famiglie del Vangelo hanno questo compito. Non vogliamo essere né un’associazione, né un movimento. Vogliamo essere cristiani che dentro le proprie comunità e nella grande comunità della diocesi e della chiesa universale si sono messi in cammino per un percorso di fede, di amore e di missione fatto in famiglia, come fece Gesù con la prima comunità e come la chiesa oggi è chiamata a fare”.

Il vescovo durante la catechesi si è soffermato sulla prima evangelizzazione, quando gli apostoli vennero mandati da Gesù nelle case. “Far risuonare la Parola di Gesù dentro le mura delle vostre case, in famiglia: questa è la benedizione. La benedizione non è un atto magico, ma è Gesù, la Parola di Dio che arriva. Il compito delle Famiglie del Vangelo è di essere benedizione. Dovunque arriviamo costruiamo famiglie, comunità dentro le nostre parrocchie, insieme ai nostri parroci”.

Prima di riprendere il Vangelo del giorno monsignor Sorrentino ha spiegato che un’altra delle cose importanti per essere Famiglie del Vangelo è seguire il filo del Vangelo come viene annunciato, non soltanto nella Parola scritta, ma anche la Parola proclamata. “Il brano di oggi – ha detto -, questo stupendo episodio dei due discepoli di Emmaus è un episodio che Luca costruisce nel racconto sentendo in maniera molto evidente che questo racconto spiega la celebrazione eucaristica. Siamo con una prima parte che è la Liturgia della Parola fatta da Gesù; è lui che spiega. Nella seconda parte è la mensa eucaristica. Tutto questo non è fatto in una chiesa. È un cammino, una strada e poi una casa. Gesù si mette accanto alle nostre vite. Questi discepoli dopo che lo hanno ascoltato gli dicono: ‘Resta con noi perché si fa sera’. Questa Parola vorrei farla arrivare a tutte le vostre case. Veramente la sera dell’umanità la sentiamo con questo coronavirus molto forte. Facciamoci voce della chiesa e dell’umanità nel dire a Gesù: ‘Abbiamo bisogno di te. Senza di te siamo perduti’”.

Il vescovo infine ha ricordato che la diocesi sta vivendo l’ultimo anno del Triennio pastorale dedicato alla Liturgia. “Riprenderemo il nostro programma – ha detto – con il Triennio della carità. La povertà ci attraversa in tutti i modi. Siamo in un mare di povertà. Essa si sconfigge accogliendola nell’amore in chi ha avuto la grazia di conoscere Gesù e deve fare innanzitutto famiglia con Gesù”.

Sono seguiti gli interventi degli animatori che hanno raccontato le loro esperienze parrocchiali in questo periodo di emergenza per la pandemia da Covid-19. È emerso che seppure nella preoccupazione questo cammino è un balsamo che permette di superare le difficoltà grazie alla vicinanza e collaborazione di ciascun partecipante; un legame nel nome del Signore che permette di rafforzare i rapporti fraterni e vivere appieno la fraternità.

Al termine degli interventi monsignor Sorrentino, dopo avere ascoltato anche le varie preoccupazioni causate dall’emergenza sanitaria in corso, ha spiegato l’atteggiamento che la Chiesa sta tenendo in questo momento di grande difficoltà.